Il ritmo, il pressing, la corsa

La casa della S.S. Lazio
losaidiconoche
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Il ritmo, il pressing, la corsa

08/11/2019, 9:25

Leggo sempre tutti che dicono “in Europa vanno a 100 all’ora”, “in Europa corrono di più”, “in Europa di sfiancano con ritmo e pressing ecc ecc”, “in italia non è così” ecc ecc

Lo ha detto pure gomez (però vabbè lo ha detto dopo aver giocato contro la squadra più forte del mondo, non so se fosse a causa di questo).

Ma mi dovete spiegare due cose: se è vero, cosa bisogna cambiare per diventare europei? I ritiri? Gli allenamenti? I preparatori? Gli allenatori?

Perché non credo i giocatori visto che non credo che cluj e celtic arriverebbero più di 8i in serie A.

Poi altra domanda, tolta la premier, in cui corrono di più, ma sono anche più forti, perché spendono sul mercato il triplo di noi, in Spagna, Ucraina, Romania ecc ecc le squadre corrono più di noi? Mi sembra strano... mi sembra tanto una cosa che viene detta “tanto per”

Vorrei che qualche esperto calciofilo me lo spieghi dettagliatamente


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Stock
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08/11/2019, 9:35

Secondo me è proprio il tipo di calcio italiano che è diverso, non sono gli altri l'eccezione, siamo noi. Da noi le partite sono lente, le piccole spesso si arroccano in difesa, gli arbitri fermano di più il gioco, le squadre sono mediamente più anziane e si avvantaggia la tattica piuttosto che la tecnica e la velocità. Non è un caso che giocatori tipo klose o leiva, quasi finiti in patria, da noi si sono allungati la carriera di 2 o 3 anni, come sta facendo ribery e come farà pure ronaldo.
losaidiconoche
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08/11/2019, 11:01

Stock ha scritto:
08/11/2019, 9:35
Secondo me è proprio il tipo di calcio italiano che è diverso, non sono gli altri l'eccezione, siamo noi. Da noi le partite sono lente, le piccole spesso si arroccano in difesa, gli arbitri fermano di più il gioco, le squadre sono mediamente più anziane e si avvantaggia la tattica piuttosto che la tecnica e la velocità. Non è un caso che giocatori tipo klose o leiva, quasi finiti in patria, da noi si sono allungati la carriera di 2 o 3 anni, come sta facendo ribery e come farà pure ronaldo.
Si però se si è visto che tutto ciò non porta risultati, perchè non cambiarlo?

Poi ci sono i divari tecnici, quindi la Juve, ad esempio, vince comunque con la lokomotiv mosca... ma possibile che una squadra che vede in joao mario il suo fanale di centrocampo sul piano del ritmo se la giochi con la juve?
matador0975
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08/11/2019, 12:26

losaidiconoche ha scritto:Leggo sempre tutti che dicono “in Europa vanno a 100 all’ora”, “in Europa corrono di più”, “in Europa di sfiancano con ritmo e pressing ecc ecc”, “in italia non è così” ecc ecc

Lo ha detto pure gomez (però vabbè lo ha detto dopo aver giocato contro la squadra più forte del mondo, non so se fosse a causa di questo).

Ma mi dovete spiegare due cose: se è vero, cosa bisogna cambiare per diventare europei? I ritiri? Gli allenamenti? I preparatori? Gli allenatori?

Perché non credo i giocatori visto che non credo che cluj e celtic arriverebbero più di 8i in serie A.

Poi altra domanda, tolta la premier, in cui corrono di più, ma sono anche più forti, perché spendono sul mercato il triplo di noi, in Spagna, Ucraina, Romania ecc ecc le squadre corrono più di noi? Mi sembra strano... mi sembra tanto una cosa che viene detta “tanto per”

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Un motivo potrebbe essere che nel campionato scozzese o rumeno se ti chiami cluji o celtic puoi vincere il 70% delle partite in panciolle e giocarsi tutto in europa? Nel canpionato italiano magari non te lo puoi permettere perche le seconde linee della lazio non se la portano da casa con il lecce o il verona con le seconde linee

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Dolso
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08/11/2019, 13:12

I calciatori stranieri quando vengono a giocare in Italia dicono sempre che da noi si lavora di più che all'estero. Eppure dalle partite internazionali non si direbbe. All'estero corrono di più. Credo sia una questione di "cultura calcistica". Da noi si cura molto la tattica, l'organizzazione, il posizionamento in campo. Tutte cose che portano i calciatori a giocare col freno a mano tirato, a pensare molto. All'estero mi sembra che giochino più liberi di testa. Meno falli, più ritmo. Come preparazione atletica l'Italia ha colmato il gap con l'avvento dei preparatori atletici negli anni 80 che hanno trasformato i giocatori in atleti. Forse c'è ancora troppa preparazione fisica generale e poco lavoro intenso col pallone. Ma non sono un esperto sul tema. Sicuramente non c'è più l'alibi "razziale", basato sulla nostra inferiorità atletica rispetto ai nordici. Ormai le squadre sono piene di stranieri, in Italia come in Inghilterra. Quindi penso sia proprio una questione di tipo di calcio.
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Corso Trieste
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08/11/2019, 13:14

Un aspetto che si sottovaluta secondo me: all’estero si corre di più e si gioca con maggior ritmo perché gli arbitri fanno giocare e non interrompono il gioco per ogni contatto: sei obbligato a correre di più, alleni la squadra a dover giocare anche cinque minuti senza interruzioni mentre qui sai che si fischia tutto e dunque ogni 35 secondi il gioco si ferma ed il ritmo della partita e delle squadre inevitabilmente si spezza.
Poi arriva la partita di ieri e l'arbitro non fischia nulla, ricorda a tutti che il calcio è uno sport di contatto e dunque il contatto NON DEVE ESSERE PUNITO mentre il fallo sì -contatti e falli sono cose differenti “eh ma c’è il contatto eh eh eh” coglioni- e noi come le altre italiane ci troviamo a giocare un gioco cui non siamo abituati con ritmi a noi sconosciuti e se in una partita non c’è una squadra nettamente più forte dell’altra alla fine chi corre e lotta vince.
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Stefano Igor
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08/11/2019, 13:30

Dolso ha scritto:
08/11/2019, 13:12
I calciatori stranieri quando vengono a giocare in Italia dicono sempre che da noi si lavora di più che all'estero. Eppure dalle partite internazionali non si direbbe. All'estero corrono di più. Credo sia una questione di "cultura calcistica". Da noi si cura molto la tattica, l'organizzazione, il posizionamento in campo. Tutte cose che portano i calciatori a giocare col freno a mano tirato, a pensare molto.
Un'articolo di carlo Vittori, spero sappiate chi è, a proposito di questo. L'argomento è sui troppi infortuni, ma parla anche di altro e penso spiega molte ose.


L’Italia è all’anno zero nella preparazione atletica nel calcio, l’unico che ha capito come ci si
allena è Josè Mourinho e Pippo Inzaghi continua a stupire a 37 anni a causa della sua «biologia
giovanile». Questa l’analisi di Carlo Vittori, storico preparatore di Pietro Mennea e Roberto
Baggio, sui tanti infortunati del campionato di calcio . «Purtroppo – spiega intervenendo in un
convegno – si sono seguite delle vie sbagliate, e in Italia hanno fatto diventare l’allenamento una
attività routinaria, ripetitiva, da impiegati del catasto o da funzionari di un ministero, con tutto il
rispetto per le categorie». Secondo Vittori è questo il «peccato originale alla base dei numerosi
infortuni» in Italia. «Quando un’atleta ha la mente offuscata dal tedio di un allenamento
sistematicizzato, pieno di schemi e ripetizioni, succede che quando va a giocare con il sistema
nervoso frastornato si fa male perchè non ha più il controllo sulla sua muscolatura. Le attività
fisiche non sono più sostenute da un’attività ormonale che li rende naturali. Perciò uno che fa le
cose per forza alla fine si fa male». La base di tutto starebbe «nell’aver travisato il concetto di
allenamento. Il calcio è una disciplina basata sull’abilità che ha bisogno di mettere la parte fisica
a servizio della creatività, della particolare destrezza tipica del calciatore». «In Italia siamo
all’anno zero – accusa – Da noi c’è l’idea che il calciatore deve allenarsi perchè è un
professionista come se l’allenamento fosse quella specie di paravento per tutte le boiate che si
fanno durante la preparazione atletica. In Italia si lavora secondo un concetto contrario alla
biofiosiologia umana: se due atleti stanno calando di condizione gli si fa riprendere subito la
preparazione, ma questa è follia pura. Così succede che riprendono la preparazione e alla prima
partita si rifanno male. Qui il gioco del calcio è talmente distorto che a volte il miglior
allenamento diventa quello che non si fa». «È possibile impostare una preparazione di 60 giorni
– il suo consiglio -, rispettando anche tutti i sabati e le domeniche, ma una volta riempito il
serbatoio, durante il periodo agonistico, non bisogna più aggredire l’atleta con una preparazione
fisica, ma farlo giocare con il pallone.
Beato Mourinho, è l’unico che ha capito che questa è la
strada giusta. L’efficienza di un calciatore non viene meno perchè è allenato poco, ma perchè il
sistema nervoso centrale è stanco e deve riposare».
«I nostri preparatori – insiste – non sanno
cosa sia il sistema nervoso scarico. Noi alleniamo gli ormoni, ma gli ormoni vengono mossi da
motivazioni psichiche forti che sono all’interno del sistema nervoso centrale. Sono le emozioni
che danno la lucidità, la freschezza mentale e le motivazioni per scattare dietro al pallone come
una vipera
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Stefano Igor
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08/11/2019, 13:32

In Inghilterra a dire dei nostri calciatori che hanno giocato lì, si fanno allenamenti più leggeri e si lavora molto con il pallone.
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Massy73
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08/11/2019, 13:47

Comunque in italia qualcosa sta cambiando molte piccole squadre preferiscono giocarsela piuttosto che arroccarsi quindi ovvio che è la velocità a guadagnarne.gli arbitri ultimamente tendono a fischiare meno anche andando incontro a degli errori tipo calvarese domenica scorsa.
È un processo un po' più lungo.

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Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur
Mex87
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08/11/2019, 19:52

Ricordo un intervista di qualche mese fa di Sarri (quando stava al Chelsea) che spiega il suo punto di vista su sta cosa. E c'ha ragione. Le squadre inglesi e britanniche (ma anche le altre europee) fanno dell'intensità la loro forza. Bisogna correre, essere veloci, dare l'anima sennò non giochi. In più anche lo spettacolo per i tifosi, perchè loro quello vogliono vedere. Gli arbitri lasciano giocare e non spezzano il gioco di continuo, non ci sono proteste, non se perde tempo in cazzate. E altro che poi non ricordo. E non scordamo che in Inghilterra non ci sono pause ed una Coppa in più eh, giocano più partite di noi eppure corrono come pazzi da agosto a maggio.

In Italia il calcio è lento, vecchio, troppo tattico. Non è un caso che giocatori over 30 all'estero sono dati per finiti perchè il calcio è più veloce e danno spazio ai giovani, mentre in Italia possono giocare ancora tanti anni. Così a memoria me vengono in mente Tevez, Klose, Leiva, kolarov, Gervinho e altri che dimentico.
ozzy
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08/11/2019, 21:13

Aggiungo che la rosa corta che non consente di fare il turnover è una paranoia esclusivamente italica.
Una squadra britannica o tedesca di buon livello applica una rotazione modesta anche quando gli impegni sono ravvicinati senza risentire minimamente della stanchezza. E non vale nemmeno il discorso etnico perché le rose sono trasversalmente internazionali.

Mistero.
foketto
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08/11/2019, 22:21

losaidiconoche ha scritto:
08/11/2019, 9:25
Leggo sempre tutti che dicono “in Europa vanno a 100 all’ora”, “in Europa corrono di più”, “in Europa di sfiancano con ritmo e pressing ecc ecc”, “in italia non è così” ecc ecc

Lo ha detto pure gomez (però vabbè lo ha detto dopo aver giocato contro la squadra più forte del mondo, non so se fosse a causa di questo).

Ma mi dovete spiegare due cose: se è vero, cosa bisogna cambiare per diventare europei? I ritiri? Gli allenamenti? I preparatori? Gli allenatori?

Perché non credo i giocatori visto che non credo che cluj e celtic arriverebbero più di 8i in serie A.

Poi altra domanda, tolta la premier, in cui corrono di più, ma sono anche più forti, perché spendono sul mercato il triplo di noi, in Spagna, Ucraina, Romania ecc ecc le squadre corrono più di noi? Mi sembra strano... mi sembra tanto una cosa che viene detta “tanto per”

Vorrei che qualche esperto calciofilo me lo spieghi dettagliatamente


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a parte le partite decisamente più probanti per tutte le squadre italiane,io penso che noi si sia rimasti nettamente, ma non di poco eh,indietro nella metodologia di allenamento : dice,ma mica sei lì con la squadra per dire questo.

vero,ma vedo non soltanto i risultati ma proprio le prestazioni : ancora qui si parla di ritiri estivi di preparazione per mettere benzina nei muscoli per la stagione.

siamo all'età della pietra : negli ultimi 10-15 anni il mondo dello sport ha subìto stavolgimenti (in alto) assoluti : se intervenisse aromasoloLazio (christian)- che per inciso è tecnico federale - potrebbe spiegare meglio,ma ci provo : una volta correvo 3-4 volte a settimana e a parte infortuni ciclici,non riuscivo mai a migliorare più di tanto dopo aver raggiunto il mio limite.

oggi non corro quasi più,gli allenamenti di funzionale cui mi sottopongo,oltre a mantenere il cardio sempre alto,mi permettono di andare a correre dopo anche un mese senza aver perso praticamente nulla rispetto alla corsa precedente.

certo,parlando di squadre professionistiche,il discorso è assolutamente più impegnativo,è ovvio,non c'è paragone...ma è soltanto per dire che le tecniche di allenamento in TUTTI gli altri Paesi sono all'avanguardia,in quanto un atleta si allena sempre,non esiste "la preparazione" come una volta.

se sei sempre in tiro (evitando ovviamente carichi stupidi di sovraffaticamento) tu rispondi sempre bene all'impegno agonistico,qua ancora stamo al mettere benzina nei 30 giorni di ritiro estivo.

il lavoro sull'esplosività e la resistenza alla velocità lo fai sistematicamente per tutto l'anno e sei sempre pronto al 100% delle tue possibilità, a parte qualche passaggio a vuoto che può starci : sì,è vero, corrono tutti di più e ieri sera la partita l'hanno incanalata in certo modo proprio per l'evidente stato di freschezza che deriva al 30% da questo "particolare". poi c'è il fatto degli impegni tosti del campionato italiano e chiude l'opera il fatto che,nonostante tutto questo,se entra uno di quei 3 palloni della ripresa che abbiamo avuto per poter sbloccare il risultato,altri discorsi prendono un'altra piega...

però mi sembra evidente che la preparazione fisica negli altri Paesi sia nettamente superiore. ma non di poco,superiore proprio nettamente.

Pijanic,per dirne una,da quando si allena con il preparatore atletico di C.Ronaldo (per il quale l'allenamento funzionale è il pane,sia chiaro) è diventato un altro giocatore in quanto è un altro ATLETA.

Sbaglierò,ma vedendo i risultato delle prestazioni (risultati a parte : nel calcio la palla deve entrare e questo "particolare" cambia poi il senso di molti discorsi) in generale,anche a livello dilettantistico in tutte le discipline,penso che ci sia molto di vero in quanto affermo.
Questa Maglia quando ti entra nel cuore lo avvolge e ne assume le sembianze. Ma che ne sanno gli altri... (Fefè).
foketto
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08/11/2019, 22:35

Dolso ha scritto:
08/11/2019, 13:12
I calciatori stranieri quando vengono a giocare in Italia dicono sempre che da noi si lavora di più che all'estero. Eppure dalle partite internazionali non si direbbe. All'estero corrono di più. Credo sia una questione di "cultura calcistica". Da noi si cura molto la tattica, l'organizzazione, il posizionamento in campo. Tutte cose che portano i calciatori a giocare col freno a mano tirato, a pensare molto. All'estero mi sembra che giochino più liberi di testa. Meno falli, più ritmo. Come preparazione atletica l'Italia ha colmato il gap con l'avvento dei preparatori atletici negli anni 80 che hanno trasformato i giocatori in atleti. Forse c'è ancora troppa preparazione fisica generale e poco lavoro intenso col pallone. Ma non sono un esperto sul tema. Sicuramente non c'è più l'alibi "razziale", basato sulla nostra inferiorità atletica rispetto ai nordici. Ormai le squadre sono piene di stranieri, in Italia come in Inghilterra. Quindi penso sia proprio una questione di tipo di calcio.
sì,magari si lavora di più ma a discapito della qualità del lavoro.

chi si allena un'ora e mezza in palestra con metodi "classici" e superati,magari sviluppa una sorta di ipertrofia bella a vedersi (per chi gli piace,ovvio), ma non c'entra niente con la qualità dell'allenamento.

magari,voglio dire,ti alleni 40 minuti anzichè un'ora e mezza e rendi molto di più : negli sport da combattimento veri,gli ATLETI sono tali a tutti gli effetti,curando TUTTI gli aspetti della forza,cioè quella esplosiva,elastica,resistente,massimale etc.

ormai se non sei un atleta in grado di rispondere a tutte queste sollecitazioni,la tua prestazione nel tempo risulta limitata : ieri sera,stanchezza dovuta alla rosa corta a parte,ce se so magnati coprendo il campo in 3 sulla palla e altri 2 nei paraggi dell'azione continuamente.

una squadra non eccelsa,una buona squadra di corridori,ci ha messo in difficoltà ben oltre i nostri demeriti strutturali,anche perché una LAZIO in palla gliene avrebbe fatti 4 a prescindere : ma se non ci sei fisicamente perdi,ed anche a parità di valori tecnici la forma fisica fa la differenza.
Questa Maglia quando ti entra nel cuore lo avvolge e ne assume le sembianze. Ma che ne sanno gli altri... (Fefè).
Bellamy
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09/11/2019, 0:19

a certi livelli i 5 minuti di interruzioni varie non significano niente.

Contano i giocatori, se ce l'hai forti vinci le partite, se ce l'hai medi arrivi a metà, se ce l'hai scarsi arrivi ultimo.
La juve è italiana ma è arrivata in finale 2 volte negli ultimi anni: ha perso con REAL MADRID e BARCELLONA. PERCHE? Perche negli 11 erano piu scarsi, semplice.
Come il liverpool era piu forte negli 11 del tottenham lo scorso anno....e a sua volta piu scarso del real madrid due anni fa....

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