Marcuse, la curva e l’uomo a una dimensione
Inviato: 22/09/2026, 16:36
Ve la butto là: Marcuse, ne L’uomo a una dimensione, sostiene che il sistema non ha necessariamente bisogno di reprimere il dissenso: può assorbirlo, trasformarlo in prodotto e renderlo parte di ciò che apparentemente contesta.
Il punto è più profondo della semplice critica al consumismo: una società può produrre i nostri stessi bisogni, farci percepire come libertà ciò che contribuisce a mantenerci subordinati e persino assorbire le forme di opposizione.
E allora mi chiedo: in un calcio dove anche la ribellione può diventare spettacolo, marchio e merce, quanto è ancora libera una curva? Quanto del nostro dissenso è autenticamente nostro e quanto è già stato digerito dal sistema che contestiamo?
Mi piacerebbe aprire un dibattito su questo, anche andando oltre il calcio.
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Il punto è più profondo della semplice critica al consumismo: una società può produrre i nostri stessi bisogni, farci percepire come libertà ciò che contribuisce a mantenerci subordinati e persino assorbire le forme di opposizione.
E allora mi chiedo: in un calcio dove anche la ribellione può diventare spettacolo, marchio e merce, quanto è ancora libera una curva? Quanto del nostro dissenso è autenticamente nostro e quanto è già stato digerito dal sistema che contestiamo?
Mi piacerebbe aprire un dibattito su questo, anche andando oltre il calcio.
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