Da Ferrarista spero, ogni stagione, di rivedere il cavallino lassù in cima al mondiale, distante ben 19 anni, ormai quasi 20, da quell'ultimo vinto da Kimi Raikkonen.
Ma questa volta non posso non inchinarmi davanti al più giovane campione del mondo della storia della F1, per di più italiano (l'ultimo era stato Ascari nel 1953): Kimi Antonelli.
Davvero un'impresa, considerando la sua giovane età, anche se, ad onor del vero, ha potuto pilotare una vettura molto competitiva, apparsa in più di un'occasione, superiore alle concorrenti.
Bene anche le Ferrari, seconda e quarta anche se non mi capacito del fatto che Leclerc abbia compiuto quella manovra azzardata alla partenza mettendo a serio rischio la sua e la gara di Hamilton. Considerando che, dopo il via, si erano ritrovati primo e secondo e che si era al primo giro, avrebbe dovuto aspettare e non essere così aggressivo nei confronti del compagno di scuderia.
Tanto, alla fine, l'inglese gli si è piazzato davanti di due posizioni...